TRIP ESTIVO parte 2
si arriva in belgio e la prima sosta è per la colazione in un paesino sperduto. molto carino. mentre si sorseggia caffè che pare tutto fuorchè caffè siamo osservati curiosi dai locals del locale che a metà mattinata bevono birra di ogni colore e sapore fumando sigari e dormendo svegli sugli sgabelli. troppo yeah e ci divertiamo quasi timidamente. deviazioni stradali di ogni tipo permettono la visione di ciò che andrebbe visto e si vede solo quando si è vicini a non sapere dove esattamente si è. le strade. le case. i cartelli. i negozi. trip continuo. faccio foto mentre guido e guido mentre non guido. ed ecco Hasselt. le poche indicazioni riguardo al festival ci fanno girare in lungo o meglio in largo tutta la città. la cosa più giusta da fare è seguire le macchine con targa straniera, cariche di gente strana ma forse più simile a noi. così facendo è bingo e si arriva al mega ingorgo. dico mega eh. forse è la direzione giusta. urla, colori, vento, manovre azzardate, caos generale. esodo di massa. e io butto su screeching weasel che ci stanno di brutto. dove cazzo si deve andare? a caso. fiumana umana. accampamenti per strada. la strada quasi non si nota. ecco il festival ecco il campeggio ecco un parcheggio. a macchina finalmente ferma mille giri a piedi a vedere dove, come e perchè si deve andare. cambiare il biglietto col braccialetto. senza braccialetto non si entra al campeggio e nemmeno al festival. col braccialetto si vanno a prendere tenda e poche cose dalla macchina e ci si appresta a una delle file più lunghe della mia carriera da uomo di fila. una fila addirittura divisa per sesso. mega organizzaione per un mega evento. giusto. nel campeggio non si può portare vetro, fuoco e mille altre cose ma le carovane di gente paiono pezzi d'arte più che contemporanea. gente X. indescrivibile. fantasticamente meglio della solita merda morta che si vede in giro. si entra e si partecipa alla corsa per il posizionamento della tenda. come una goccia che si espande velocemente in ogni direzione, ma sempre comunque controllata dagli omini della fune. qui va bene, anzi no qua. lode alla quechua e a chi l'ha inventata. facciamo parte di un team. quachua domina. costruzioni precarie. tende volanti. inni alla distruzione creativa. è solo l'inizio. picchetti piantati. siamo chiusi in mezzo a una miriade infinita di abitazioni di fortuna. un mare di cui non si vede la fine e che continuerà ad espandersi fino a notte. i nostri vicini sono dei grandi e lo si capisce da subito. peter dal belgio offre del suo senza troppi problemi spiazzandomi con un: "for you my neighbours!". l'erba del vicino non è solo sempre più verde, ma anche sempre presente. ciao. difficile staccare il cervello da questa condizione di assuefazione, fascinazione per tutto ciò che si muove attorno. cazzo, molto meglio delle formiche. si preannuncia una balotta senza limiti. e basta poco per accorgesene. il sole scende e un giro per il camping mostra la vastità della cosa. c'è tutto per sopravvivere e per vivere ancora meglio basta poco. spedizioni continue al supermercato appena fuori il campeggio, così come il forno e altri esercizi commerciali che fanno più soldi in questi tre giorni che in tutto il resto dell'anno. regna la birra jupiler, i cori ovunque e a qualsiasi ora di "hurre!" o "timmy... timmy, timmy!". dovrebbe essere una nazione indipendente questa. prima o poi si va a letto. ma non tutti seguono il nostro esempio e il macello è interminabile. primo giorno di concerti per orientarsi tra i vari palchi, stands e cazzi vari. main stage, marquee, dance hall, skate stage, boiler, club, chateau e weblief sono luoghi dove dalle undici di mattina a tipo le quattro di notte si svolgono eventi continui e in contemporanea. un casino destreggiarsi e beccare quello che si cerca ma ci si prova. birra e cibo si hanno con dei tickets e sono tanti quelli cambiati. il tempo varia dal caldo insopportabile al fresco andante. Gogol Bordello per iniziare, 1990s, Larsson, eccentricissimi soliti Liars, bravi ma pallosi Rilo Kiley, Editors che possono fottersi (ascoltatevi i Joy Division valà), I'm from Barcelona con un bello show, Dizee Rascal, Jamie T, fantastico e ottimo Iggy and the Stooges (brividi e sorriso stampato dall'inizio alla fine), Devendra Banhart, Battles e forse altro sono stati nostri compagni di giornata. stremati. campeggio. degenero. party ovunque. anche dai nostri neighbours. quantità di birra e droga incalcolabile. "hurre... hurre!". "timmy, timmy, timmy!". e si va. fortuna che è buio e non si vede ciò che si pesta mentre si va al cesso. cessi chimici. centinaia di cessi chimici. fortuna che è buio anche in questo caso. non si può descrivere, anche perchè esattamente non ricordo, tutto ciò che meriterebbe di esserlo. la mattina seguente ricordo quello vestito da superman alchoolozzato, quello che suonava la chitarra seduto nel pantano più pantano, la colazione coi waffels e tutto ciò potesse essere tipicamente belga. il vero risveglio si ha col concerto dei Biffy Clyro. megapotenza troppo ben controllata e gestita al punto giusto. poi Badly Drawn Boy, un grande nel suo spirito pienamente inglese, the Hives, a tratti eccessivamente autocelebrativi ma ci stanno sempre, la fila per sentire Henry Rollins raccontare i cazzi suoi che non credo ne valesse la pena o il caldo che faceva lì dentro, i Brand New decisamente svogliati e propensi a rovinare i pezzi migliori con arrangiamenti non del caso o a caso, i bravi Sophia e la rivelazione Patrick Wolf con uno spettacolo veramente degno di nota, i primi venti minuti del live degli Arcade Fire per poi "corerre" per prendere i posti migliori per i Dinosaur Jr come sempre, e lo sò sono di parte, con un live da paura. J, Lou e Murph spaccano il culo e le orecchie senza troppi problemi e fottendosene di tutto il resto. ci vuole sempre un pò per riprendersi da un loro concerto e per farlo si sfotte i Turbonegro e il sosia di Mr Crepes aka Billy Corgan coi suoi restaurati Smashing Pumpkins che suonano bei pezzi e non, e si fa finta di non vedere ma solo di ascoltare. fa freddo e la tenda ci chiama. assieme alle 4 felpe, 2 paia di pantaloni e di calzini. ma è festa. come sempre. vola roba ovunque e gente anche. comincio a pensare ci siano persone venute qua quasi esclusivamente per l'esperienza camping. già solo questa occupa buona parte delle enrgie. come per peter e il resto dei nostri neighbours che a qualunque ora del giorno con qualunque condizione climatica erano nella stessa posizione a bere birra, urlare cori, impastare ganjia in una pseudo-insalatiera, fare casino, gare di bong etc etc. veramente senza tregua. e ogni giorno aumentavano le dosi e anche loro. segnale piatto poi. ultimo giorno di musica incessante con Sparta che fa molto piacere vedere e sentire nonostante gli ultimi pezzi facciano un pò cacare (restano comunque sempre At The Drive-in nel cuore), the End che bho non ricordo e sono serviti giusto come colonna sonora all'abuso di shiva o superblack nel prato di fronte allo skate stage, birra e ancora birra. cessi chimici ah poi sì, c'era pure l'area marocchina dove poter fumare quelle pipe sbomballone. sì sì. c'era. molto molto bello il concerto degli Shins, divertente ma poco seguito quello di the Streets, gustosi i Kings of Leon, poi si vaga qua e là, Spoon, LCD soundsystem (niente di così oh yeah, anzi). poi sì si mangia anche, a mezzogiorno dalla macchina ci si fa la pasta col fornellino e la sera ci si affida a quello che capita. l'ultima serata si conclude con Trail of Dead che suonano violentemente come sempre brani di tutto rispetto e inspettatamente spaccano metà della strumentazione per la gioia di tutti (me compreso). ah sì ci sono pure Nine Inch Nails e Tool ma ce ne fottiamo. le orecchie sono andate e il cercello le sta cercando o forse viceversa. basta la festa è finita. gli amici se ne vanno. comunque un festival e un esperienza da paura che consiglio a chiunque. poi sono cazzi vostri però eh. ora si necessita di un pò di relax vero. siamo in vacanza o no? e il trip continua...
on air: "Reasons For Waiting" [Jethro Tull]
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