forte come un fuoco d'artificio
ecco che
in cerca di qualcosa
che ancora non poteva essere
solo immaginare.
una fuga via
ma non troppo lontano
fisicamente si intende. naturalmente.
assieme la ritrovata musa
verso o di ritorno dall'estivo mare
sul vecchio treno intercity
senza biglietto
progetti
supplemento
concreti pensieri.
tanta l'ingenuità d'amore
per conoscere colori. profumi.
lo scompartimento vuoto
occupato
e i sedili a scorrere giù
fino a formare una grande piazza
che di letto non aveva che la forma.
e le tendine
socchiuse.
rotolarsi abbracciati
e correre sui binari.
tutto sorride
nei momenti
assieme alle gioiose e giocose
espressioni.
quella lingua nuova e strana
piaceva
rassicurava.
pur non conoscendone il lessico.
on air: "Hot And Heavy Harmony" [Ramona Cordova]
words: "buon natale! - chi sei?"
il periodo è quello dell'incertezza.
"quello della certezza si è mai visto?"
dell'incertezza dunque.
non della confusione.
nemmeno di idee ben definite.
lo dice la terra con le pioggie fredde e il sereno specchio del cielo, le foglie sempre più gialle e l'erba sempre più verde.
lo dice l'oami con i pomeriggi ricchi di soggetti del fare e quelli poveri di essere, le strutture profumatamente nuove e quelle da massaggio cardiaco.
lo dico io che faccio cose senza pensare, o magari le faccio ma ci penso il giorno prima e neanche più ricordo il motivo della mia scelta.
il periodo dell'incertezza mi piace.
sarà che mi ci trovo bene.
il certo sta nel passato e spesso nemmeno lì.
meglio il presente.
incerto.
on air: "Don't Need It" [Bad Brains]
on picture: DEVlab @ night
nuovo resoconto della skateata di sabato in da spot:
http://www.velenoskateboards.splinder.com/
inoltre consiglio la visione dei video:
http://www.youtube.com/profile_videos?user=MadMars
il signor silenzio e la signorina rumore si trovavano a sedere l'uno affianco all'altra, convocati al cospetto dell'udito per aggiornamenti riguardo le realtà e le percezioni. era una strana situazione. da parecchio tempo non si sedevano tanto vicini. una volta il rapporto tra i due era ottimo. capitava spesso che venissero addirittura scambiati per una coppia, tanto strana quanto interessante. come il giorno e la notte, la luce e l'ombra, si accorsero presto della stranezza di questa loro relazione e dell'impossibilità del reciproco amore. questo guastò irreparabilmente il rapporto tra i due. ora, a destra lei e a sinistra lui, distavano tra di loro più o meno 15-20 centimetri. seguivano faticosamente la lezione dell'udito e guardavano avanti. come avessero una paralisi ai muscoli del collo. dopo un breve momento di pura follia emotiva, il silenzio, stuprato e confuso, cadde in un baratro di depressione e tristezza. lei, il rumore, seguitava a prendere appunti. e spesso appoggiava la penna. e spesso faceva lunghi sospiri. per il silenzio non vi era più alcuna lezione da ascoltare, più alcun grafico da osservare, più alcuna parola da imparare. prese allora un foglio di carta, quasi di nascosto, e iniziò a scrivere: "non essere sveglio. vorrei addormentarmi in questo preciso momento. non perdere tempo. voglio che accadda velocemente, per preservare in me tutto ciò che i sensi mi hanno consegnato. e non perdere nulla. e portare ogni cosa dove tempo, situazioni ed eventi appartengono a diversi universi di senso. sì, perchè qui e ora tutto questo mi appare come una tortura. immane sofferenza. portare tutto con me. profumo di pelle e capelli. colore di felpa, jeans, scarpe. movimenti. sofferenza è consapevolezza". alzò lo sguardo. controllò l'udito. controllò lei, il rumore. si accertò che nessuno si fosse accorto di nulla e mise frettolosamente ciò che aveva scritto in tasca. finita la lezione, il rumore si alzò, il suo sguardo incontrò per un attimo quello del silenzio. raccolse le sue cose, si voltò e andò via. il signor silenzio non fece nulla e soprattutto non disse nulla. uscì dall'edificio, estremamente provato. non ricordava altro. si diressse verso casa riflettendo: "più di ventimila passi, infinite corse, giornate di lavoro e studio, serate stupefacentemente etiliche. più di questo e altro ancora, una emozione mi ha stremato. lunga 2 ore esatte. continua. sullo stesso livello. un'emozione tutta mia. forse. solo mia. atterrito mi trascino fra la luce di questo fresco giorno credendo di risvegliarmi. invece no. nulla da fare. resto così, con ciò che mi ha segnato. cosa potrei fare? cosa dovrei fare? fatico a controllare l'alternarsi delle gambe nel camminare. non vedo bene per via della forte luce. perdo autobus, metrò, treno, aereo. perdo molto ma resta da qualche parte impressa la causa di questo mio perdermi". tra le affollate e rumorose strade, il silenzio. barcollava. avrebbe avuto bisogno di un letto. che poi col rumore avrebbe dormito meglio.
on air: "Aurora Borealis" [Pelican]
on picture: letormenta @ lazzaretto (3/11/06)
words: il signor silenzio e la signorina rumore